Info utili dalla mia esperienza reale

Nell’ultimo anno ho avuto l’opportunità di fare un’esperienza del tutto nuova: quella di avere in casa una (anzi 5, ovviamente non tutte insieme) Au Pair.
Ma cos’è un Au Pair e come funziona questa possibilità?
Facciamo un passo indietro per contestualizzare.
Da quando, poco più di un anno fa, è nata Ada, la mia bimba, e qualche mese prima ho lasciato il posto fisso per una più stimolante partita IVA, la mia vita è cambiata radicalmente.
Per questo motivo abbiamo stilato un elenco delle necessità della nostra nuova piccola famiglia:
  • flessibilità,
  • disponibilità a viaggiare (ho scelto di allattare e Ada ha deciso che biberon e ciucci non facevano per lei, quindi spostarmi per lavoro significava muoversi con la bimba),
  • mettere subito Ada a contatto con altre lingue specie l’inglese,
  • supporto in piccoli lavori domestici,
  • una spesa contenuta considerato che l’impegno quotidiano avrebbe superato le 5 ore.
Quando avevo vent’anni avevo fatto la ragazza alla pari in Irlanda: fare la ragazza alla pari significa scambiare il lavoro di cura con l’opportunità di viaggiare e conoscere un’altra cultura.
Poichè era stata una bella esperienza e mi aveva permesso di imparare bene l’inglese, mi ero sempre ripromessa che, se avessi avuto l’opportunità, avrei dato la disponibilità a lavorare con le au pair.
Guardando la lista ho proposto a mio marito questa soluzione in sostituzione della classica baby sitter (poco flessibile e decisamente più cara) o dello sfruttamento delle nonne (gratis ma con alcune limitazioni logistiche) e, dopo aver superato le sue ritrosie iniziali, abbiamo deciso di iniziare questa avventura!
Ma andiamo con ordine: in questo articolo ti spiegherò per filo e per segno come si lavora con le Au Pair, diritti e doveri, vantaggi e svantaggi, in modo che anche tu possa valutare questa soluzione.

Cos’è un’Au Pair

Il Programma Au Pair è un programma di scambio culturale che dà la possibilità da una parte a persone giovani, tra i 18 e i 30 anni, di trascorrere un periodo di tempo all’estero e imparare una nuova lingua e, dall’altra, alla famiglia ospitante di avere in casa una figura che si occupi delle necessità dei bambini e di qualche piccolo lavoretto domestico.
Au Pair è francese e significa “alla pari, sullo stesso piano”, a sottolineare che l’Au pair e la famiglia ospitante sono sullo stesso piano.
Infatti, mentre l’Au Pair ha la possibilità di vivere all’estero in modo economico, la famiglia ospitante può usufruire della flessibilità dell’Au Pair per la cura dei bambini in casa e qualche piccolo lavoretto, senza spendere troppo.
Questo significa che l’Au Pair non è una domestica ma è come una figlia maggiore che bada ai bambini, senza sbuffare, e che da una mano in casa svolgendo qualche piccolo lavoretto: praticamente un altro membro della famiglia senza doversi far carico della sua adolescenza.

Quando scegliere di avere un’Au Pair

A livello economico, se hai necessità come è successo a me di avere una persona spesso presente, la scelta della babysitter può risultare parecchio onerosa. Ecco perché noi abbiamo optato per quest’altra strada.
Il primo, imprescindibile requisito per avere un’Au Pair è quello di essere disposti ad avere in casa una persona estranea per diversi mesi. Non si tratta infatti, come dicevo, di una babysitter che fa le sue ore e poi va via ma di una persona che a tutti gli effetti vivrà con voi per un certo periodo di tempo.
Quindi se siete gelose dei vostri spazi o amate girare nudi per casa meglio se fate una approfondita riflessione circa questa scelta.
In secondo luogo, è necessario poterle dare una stanza tutta sua. Il bagno può anche essere in comune col resto della famiglia. Ovviamente avere due bagni in casa è un plus, vi consiglio, nel caso ce ne fosse uno solo, di attrezzare molto bene la sua stanza con un bello specchio e luce adeguata così potrà prepararsi in camera sua senza che le rotazioni mattutine in bagno subiscano rallentamenti.
Proprio perchè si tratta di un membro aggiuntivo della famiglia, è molto importante sin da subito indagar su abitudini alimentari particolari per evitare che il budget della spesa si gonfi enormemente per far spazio a richieste particolari o rischiare di dover cucinare menu diversi per esempio se vi trovate una au pair vegetariana e voi non lo siete.
Importante è anche chiedere informazioni su importanti patologie o necessità cliniche della futura ospite.
Infine, affinché la comunicazione avvenga in maniera chiara e fluida e non ci siano fraintendimenti, è importante la conoscenza della lingua inglese o almeno della lingua del Paese di provenienza della au pair. Non spaventatevi, non serve essere fluenti in inglese o in altre lingue, per fortuna i traduttori aiutano molto, ovviamente dipende dalle vostre necessità ma tra bigliettini, messaggi e traduttore ci si capisce lo stesso.

Cosa fa/cosa non fa

Lo scopo di avere in casa un’AuPair è quello di avere supporto con i figli ed è questo il suo ruolo principale. Ecco alcuni esempi di attività:
  • Giocare con i bambini
  • Portarli a scuola o ad altre attività ed andare a prenderli
  • Aiutare con i compiti
  • Mettere i bambini a letto
  • Aiutarli con la loro igiene personale (lavare i denti, cambiare i pannolini, ecc.)
Sarà responsabile del suo spazio, come pulire e sistemare la sua camera, e di ciò che la riguarda.
Ad esempio può scegliere di fare la sua lavatrice personale (ma nulla vieta, se sta bene a tutti, di farne una comune).
La sua figura non è però tenuta a supportare l’intera famiglia nelle attività domestiche, se non per piccoli lavoretti che possono essere concordati.
Ad esempio, un’Au Pair non è tenuta a:
  • lavare e stirare per tutta la famiglia
  • cucinare per tutti
  • pulire stanze della casa non in comune e di sua competenza

Tempi e costi: quanto può lavorare e quanto pagare la Au Pair

Il programma Au Pair è prima di tutto un programma di scambio culturale, per cui bisogna dare la possibilità alla ragazza alla pari di frequentare un corso di lingua e di avere abbastanza tempo libero per poter vivere appieno l’esperienza all’estero.
Quindi non si può chiederle di lavorare 8-9 ore al giorno, né 7 giorni su 7.
La possibilità di frequentare i corsi di lingua dev’esserle garantita, che siano dal vivo o online (vivendo in montagna, a me è sempre capitata la seconda opzione).
Solitamente i giorni liberi sono 2, che possono essere o 2 giorni interi o 1 giorno intero e 2 mezze giornate.
Per quanto riguarda l’aspetto economico, vitto e alloggio sono a carico della famiglia ospitante, in più dev’essere garantito un pocket money settimanale, cioè una specie di paghetta con cui possa affrontare le sue spese.
Ovviamente quanto dare dipende da tanti fattori quali: le ore lavorate, il posto dove si vive, il periodo dell’anno.
Per esempio le au pair disponibili per l’inverno son rare e richiestissime quindi bisogna mettere a budegt un po’ più di quello che si vorrebbe proporre per i mesi estivi.
Diciamo però che la paga minima è 50€ a settimana ma che più si paga (80€ a settimana è già un’ottima paga) più possibilità si hanno: considerate che siete in competizione con famiglie di tutto il mondo e che le ragazze spesso non conoscono il costo della vita delle nazioni che considerano (uno svizzero pagherà sempre molto più di un italiano ma magari la au pair vivrà meglio con la paga italiana in Italia che con quella Svizzera considerato il costo della vita dei due Paesi).
Io ad esempio vivo in un paesino sperduto in montagna, quindi per la ragazza è più complicato e costoso spostarsi sul territorio. Per questo motivo, ho scelto di pagare un po’ di più, dato che qui non ci sono grandi opportunità.
Inoltre nel mio caso sono frequenti anche le trasferte, per cui se ho l’esigenza della sua assistenza per una o più notti fuori, la aggiungo al contributo già fissato, pagando quindi la settimana più un extra per ogni notte fuori.

Il momento della scelta

Una volta chiarite le proprie necessità e disponibilità, si parte con la ricerca concreta.
Esistono dei portali ad hoc sul tema, i siti più famosi per questo tipo di ricerche sono AuPairWorld.com e AuPair.com.
Quello che accade da qui in poi è una via di mezzo tra Tinder e Airbnb: prima di prenotarsi, ci si deve piacere.
La prima cosa da fare è creare un profilo ben fatto. Si sa che la prima impressione è quella che conta, motivo per cui la cosa più importante in assoluto del profilo sono le foto: servono delle belle foto della famiglia, in cui si vedano anche i bambini (puoi sfocare il viso ma nelle foto ci devono essere) e magari anche delle belle foto del posto in cui vivi (poi all’estero si sa che l’Italia è sempre ben vista, questo è un plus da giocarsi).
Messe le belle foto, serve una descrizione completa, esaustiva e non troppo lunga (altrimenti non la leggono). Potete scriverla in Italiano perchè i siti hanno il traduttore per le altre lingue.
E’ MOLTO importante essere molto specifici su quello che vogliamo e quello che non vogliamo.
Mi soffermo su questo punto perché spesso è facile tralasciare degli aspetti a cui non si pensa e che poi possono causare problemi: ad esempio se per voi è un problema che la ragazza sia fumatrice, vegetariana/vegana o che non abbia la patente, non dite che vi va bene tutto, altrimenti sarà difficile poi trovarsi in sintonia. Essere chiari in ciò che cercate è il miglior modo per trovarlo.
Nella job description è importante dire più o meno cosa ci si aspetta da lei, quindi quante ore e quali attività dovrà fare più una bella descrizione dei bambini, in modo tale da spiegare esattamente com’è la famiglia. Non nascondete nessun dettaglio, più si è chiari, più è facile che il match sia vincente.
Il profilo si può inserire gratuitamente. E’ gratis anche mandare il primo messaggio.
Per poter leggere i messaggi delle ragazze o iniziare a scambiarvi informazioni e soprattutto scambiarvi contatti, è però necessario sottoscrivere un abbonamento, che non è proprio economicissimo, nel senso che, visto che la ricerca di un’au pair dura un po’ di tempo, consiglio di sfruttare le offerte di qualche mese, non di bloccare un mese solo, perché potrebbe non essere sufficiente a trovare la giusta soluzione.
A questo punto, si inizia a scambiarsi messaggi con le Au Pair che troviamo più in linea (anche loro hanno un profilo, non aspettate immobile i loro contatti, potete scrivere anche voi) e il mio consiglio è quello di organizzare quanto prima una video-call, allo scopo di capire davvero se potete trovarvi bene. Presentatevi, raccontate delle vostre esigenze, chiedete delle sue e delle sue aspettative. Consiglio di chiedere anche il motivo dell’interesse al programma, perché si può trovare di tutto: dalle studentesse in anno sabbatico, a ragazze che devono decidere della propria vita, a professioniste dell’auparaggio nel senso che girano il mondo sfruttando questo metodo.
Vi faccio un altro esempio personale: ho scartato molte ragazze che volevano conoscere gente e divertirsi, abito in una località turistica ma sono molto lontana dalla movida delle principali città italiane.
Considerate anche il periodo dell’anno: la mia au pair portoghese non era proprio preparata per il febbraio in montagna in mezzo alla neve anche se l’avevamo avvisata.
Si possono anche chiedere referenze e potete anche lasciare le vostre, pubblicando sul vostro profilo eventuali referenze ricevute da babysitter o au pair che avete avuto in precedenza.
Come accennavo, per portare a termine la ricerca con successo, può volerci del tempo, per cui se ad esempio ne avete bisogno per la stagione estiva (quella con più offerta ma anche la più richiesta), conviene attivarsi in largo anticipo (es.: a marzo o anche prima per giugno).
Può capitare anche di farcela con un last-minute (a noi è successo) però sconsiglio di farci affidamento.
Una volta che vi siete piaciuti a vicenda, è il momento del contratto: specificate all’interno tutti i dettagli di orari, compiti da svolgere e necessità affinché ci sia chiarezza da entrambe le parti. Inviate la bozza e, se va bene anche all’Au Pair, firma e… inizia l’avventura.
Dalla firma del contratto al momento in cui la ragazza alla pari effettivamente arriverà, possono trascorrere anche diversi mesi: in questi casi, consiglio di fare una video-call mensile di aggiornamento, così anche da conoscervi meglio e da far vedere e i bimbi crescere anche a lei.

Il momento di iniziare

All’arrivo, consiglio di andare a prendere la ragazza alla pari all’aeroporto (o stazione che sia): è in un Paese straniero e non sa ancora come orientarsi. Al ritorno sarà diverso, avrà ormai conoscenza del territorio e potrà spostarsi da sola ma per l’arrivo meglio organizzarsi di comune accordo.
La ragazza alla pari potrà fermarsi con voi un numero di mesi variabile, in funzione del Paese di provenienza e dei documenti necessari per fermarsi.
Una ragazza europea ad esempio può fermarsi anche oltre i 12 mesi mentre una americana (o altri Paesi Extra UE come Regno Unito, Canada, ecc.) ha al massimo 90 giorni, senza necessità di visto. E’ importante quindi informarsi correttamente in funzione del Paese di provenienza per capire i tempi e la possibilità di avere un visto.
Un documento molto importante a cui provvedere (di cui spesso nessuno parla) è la dichiarazione di ospitalità.
Se la ragazza è dell’Unione Europea basta una comunicazione da fare al proprio comune (va bene anche una PEC: chiedete in comune l’apposito modulo) nella quale dichiarate che state ospitando una persona e per quale periodo.
Se la persona ospitata è Extra UE, la stessa comunicazione va inviata anche in questura.
Altre cose importanti da sapere per il soggiorno della Au Pair:
  • la ragazza deve avere un’assicurazione sanitaria o la tessera sanitaria europea: questa attività è a suo carico ma accertatevi che ce l’abbia altrimenti anche un raffreddore può diventare un problema
  • il viaggio è a carico della au pair ma a volte alcune chiedono un contributo o il pagamento del viaggio: sono casi rari e dipende da voi decidere se contribuire o meno alla spesa
  • la ragazza può viaggiare con voi ma deve saperlo. Se ad esempio nel periodo della sua permanenza andate in ferie, potete inserire nel contratto che dal giorno x al giorno y vi sposterete e che lei verrà con voi (in questo caso potete anche accordarvi sul fatto che per le vacanze potrebbe non avere una camera singola o una variazione degli orari di lavoro ma deve essere tutto concordato prima di partire)
  • se invece vi spostate ma preferite che lei non venga, anche in questo caso deve saperlo e dovete provvedere al suo sostentamento anche durante l’assenza (banalmente, lasciarle la spesa fatta) a meno che non decida di andar fuori anche lei in autonomia
  • attenzione ai documenti: se la persona è Extra UE, quando si va in giro, deve avere sempre il passaporto o il documento d’identità più copia del passaporto
  • anche la ragazza ha una sua routine, per cui è corretto comunicare i piani della settimana in anticipo e cercare di non stravolgerli all’ultimo. Io ad esempio ho usato il calendario della cucina per indicare gli impegni settimanalmente, affinché fosse sempre visibile a tutti

Le mie impressioni

Da tutte queste informazioni può sembrare complesso, in realtà sia per noi che per Ada è stata un’esperienza bellissima: Ada è felicissima, si conoscono nuove realtà, si sta abituando all’uso dell’inglese e a noi il tutto costa molto meno di una babysitter.
E’ come avere per un periodo una figlia in più in casa (anche perché spesso sono ragazze molto giovani) per cui è importante tenere conto e rispettare che ciascuna ha il proprio carattere (ad esempio, da culture più nordiche spesso arrivano persone più riservate), che vengono per fare un’esperienza in famiglia, imparare una lingua e quindi così vanno trattate. Specie quando vanno in gita in altre città spiegate bene loro come funzionano i trasporti pubblici in Italia, a cosa fare attenzione proprio come se aveste una figlia adolescente.
Esperienza che consiglio di fare se:
  • siete pronti a condividere i vostri spazi,
  • avete bisogno di flessibilità,
  • volete dare ai vostri bambini un po’ di respiro internazionale
Esperienza da non fare se:
  • non volete gente per casa,
  • siete gelosi dei vostri spazi,
  • non avete alcuna conoscenza dell’inglese (o almeno della lingua di provenienza della ragazza)
Ogni persona è diversa e ogni persona può arricchire la vostra famiglia, vi auguro di trovare la au pair dei vostri sogni (noi siamo rimasti in contatto con tutte e con due in particolare mi sono davvero divertita un sacco, tanto che a primavera andremo a Praga a trovare la nostra au pair del cuore).
Se vuoi puoi scaricare un contratto tipo cliccando qui (fonte aupair.com).

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