Come ho guadagnato 168€ in 3 mesi vendendo su Vinted

(parlerò principalmente di vinted perchè è la piattaforma che ho provato, non si tratta di un adv o altro, è solo la condivisione di una esperienza).

Quest’estate mi sono fatta coraggio: ho raccolto i vestiti e accessori di Ada (0-12 mesi) e i miei abiti premaman, pronta a lanciarmi nel mondo del second hand.

Dopo tre mesi di vendite e 168€ di guadagno, ho capito bene i pro e i contro di Vinted e di come si vendono le cose di seconda mano.

Ecco quindi la mia guida – pratica e sincera – per decidere se vendere il second hand fa per voi!

 

Cos’è Vinted?

Vinted è una piattaforma di compravendita di abbigliamento e accessori usati, nata nel 2008 da Milda Mitkute, una giovane lituana in procinto di traslocare e con l’armadio pieno di vestiti di cui liberarsi. Da questa semplice esigenza personale, grazie anche al supporto dell’amico Justas Janauskas, è nato un sito che oggi fattura quasi 600 milioni di euro e cresce del 61% anno su anno. Ma attenzione: non è detto che sia la piattaforma ideale per vendere capi di lusso o pezzi di alta qualità – qui i prezzi sono spesso bassi, e l’acquirente medio cerca soprattutto occasioni.

 

Come mi sono organizzata

Prima di iniziare a vendere, mi sono presa un paio di pomeriggi per fare un po’ d’ordine:

  1. Ho selezionato e lavato tutti gli articoli che volevo vendere, scartando quelli rovinati o inutilizzabili.
  2. Ho fotografato ogni capo, indicando le misure (con tanto di foto col metro) per semplificare il processo per i potenziali acquirenti.
  3. Ho raccolto scatole di varie dimensioni per le spedizioni; per alcuni articoli, come gli accessori Stokke, ho tenuto le scatole originali.
  4. Ho creato un angolo in garage dove riporre i vestiti, in modo da averli pronti per la spedizione senza intralci in casa.

 

L’obiettivo? 

Vendere tutto il prima possibile, quindi ho scelto di applicare prezzi bassi per attirare compratori senza troppa attesa. Risultato: un guadagno facile e tanto ordine negli armadi!(un po’ meno in garage!)

 

Cosa aspettarsi da Vinted: pro e contro

Vinted è una piattaforma pratica e comoda, ma solo se avete chiari alcuni aspetti importanti. Partiamo con una premessa: se volete vendere su Vinted, dovete essere pronte a lasciare andare i vostri capi. Considerate che non userete mai più questi articoli e che sono pezzi a cui non date più valore.

Solo con questa mentalità è possibile vendere senza dispiaceri.

 

Andiamo al sodo! ecco cosa ho imparato punto per punto!

  1. Perfetto per capi economici, meno per i capi di lusso

Vinted è l’ideale per rivendere abiti low-cost o di brand di medio livello.  L’acquirente medio cerca soprattutto affari, quindi non aspettatevi di fare grandi guadagni. Se avete capi costosi, invece, mettetevi l’anima in pace: anche i brand più rinomati vengono spesso svenduti, e per i pezzi di valore potrebbe essere più indicata una piattaforma specializzata. Vi sconsiglio inoltre di vendere capi firmati perchè in questo caso il tasso di truffe è molto elevato: meglio scegliere altre piattaforme che tutelino il venditore. Infine ciò che è bello o interessante per voi non non è detto che lo sia per gli altri quindi rassegnatevi che il vostro maglione di cotone vintage potrebbe aver poco mercato anche se voi lo reputate un piccolo tesoro.

 

  1. Valorizzare la merce

questo forse è il passaggio più difficile. Se volete davvero vendere e vedere bene, le foto devono essere veramente belle.
Gli abiti devono dare il meglio di se, stirati e ben illuminati in modo che si capisca anche il colore esatto.

Su vinted si vede di tutto ma una camicia, anche se firmata, stropicciata e in un sottoscala probabilmente avrà molti meno interessamenti rispetto una camicia, di un brand low cost, stirata e appesa in un angolo carino e ben illuminato.
Sinceramente qui io ho fatto un po’ fatica ma mi sono ripromessa di migliorare: avere una bella vetrina è piacevole anche per chi vende, specie se lo si vuole fare spesso e con soddisfazione.

Bisogna inoltre ricordarsi che i capi usati rispondono a logiche di mercato ben diverse rispetto i nuovi: i capi classici o di qualità avranno sempre mercato, quelli che “son passati di moda” (con logo specifici o caratteristiche legate ad un dato periodo non abbastanza lontano da essere definiti vintage) o, peggio, le versioni “tarocche” di cose che erano di moda o di scarsa qualità sono pressochè invendibili.

 

  1. La spedizione è semplice (se ben organizzata)

Una delle cose più comode di Vinted è il processo di spedizione. Basta avere delle scatole pronte(io ho riciclato tutte le scatole che mi passavano sottomano) e un piccolo angolo in casa per conservare i pacchi. Inoltre, nella maggior parte dei casi non serve stampare nulla: basta mostrare il QR code dell’app al punto di spedizione.

Un piccolo consiglio: filmate o fotografate l’impacchettamento per evitare problemi in caso di reclami – meglio prevenire!

Alcune venditrici avvolgono i vestiti nella plastica o in carta velina (ricevere quei pacchi è super piacevole). Personalmente io ho messo tutto nello scatolone senza particolari protezioni ma ho curato molto bene l’imballaggio. Anche qui dipende dai prezzi a cui vendete (una maglia venduta ad un euro imballata in carta velina in una scatola ricoperta di scotch potrebbe farci andare in perdita molto rapidamente) e da quanto vi state divertendo in questa attività.

Per le spedizioni, considerato che abito in montagna, mi sono organizzata per fare gli invii una volta a settimana, scegliendo il venerdì mattina per consegnare tutti i pacchi. Ho notato che conviene anche attivare gli sconti temporanei per accelerare gli acquisti, così posso gestire tutto in modo comodo e organizzato.

 

  1. Avere spazio e pazienza

Dovrete prevedere uno spazio dove conservare i capi in attesa di vendita, soprattutto se avete articoli stagionali. Non aspettatevi di vendere un vestito estivo a settembre: certi pezzi possono restare in vendita per mesi prima che arrivi la stagione giusta. Per fortuna, con un po’ di pazienza e un angolino ben organizzato (basta uno scatolone), questa attesa diventa meno pesante.

Ovviamente non dovrete avere una stanza solo per vinted (a meno che non abbiate la villa di Aaron Spelling nella quale c’era una stanza dedicata agli articoli per fare i pacchetti regalo) ma se non avrete la roba tra i piedi vi godrete di più l’esperienza.

 

  1. Descrizioni chiare = meno seccature

Le domande degli acquirenti possono diventare estenuanti, quindi il mio consiglio è di essere più dettagliate possibile fin dall’inizio. Indicate chiaramente le misure, usate foto ben fatte e segnalate eventuali difetti – eviterete così messaggi e trattative interminabili.

 

  1. Attenzione ai pacchi non ritirati

Uno dei piccoli rischi di Vinted è che i pacchi non ritirati vengano ritirati (questo si che mi scocciava!). In questo caso, oltre a non guadagnare nulla, vi ritrovate ad esservi fatte tutta la sbatta per spedirlo e vedervi restituire il pacco (per due pacchi non ritirati ho speso più di scotch e benzina che altro!). È buona norma mandare un messaggio di promemoria all’acquirente, così da ridurre il rischio di restituzione.

A me è capitato che dei pacchi  tornassero indietro specie durante l’estate, quindi evitate di vendere ad agosto o a ridosso delle festività: tante persone ordinano e poi vanno in ferie dimenticandosi del pacco in attesa.

 

  1. Attenzione alla dimensione dei pacchi

Le misure dei pacchi possono incidere sui costi di spedizione. Se riuscite a “strizzare” il capo nella scatola più piccola abbasserete automaticamente le spese di spedizione e probabilmente avrete più potenziali acquirenti.

Io all’inizio, prudenzialmente, mettevo scatola media ma una ragazza mi ha fatto notare che se avessi messo il capo in una scatola piccola lei avrebbe risparmiato e quindi acquistato più volentieri senza chiedermi sconti!

 

8 . Richieste di sconto?

Vinted ha introdotto un costo aggiuntivo a carico dell’acquirente che definisce “protezione acquisti” che si aggiunge ai costi di spedizione.

La protezione acquisti, pagata interamente dall’acquirente e che costa €0,70+5% del prezzo dell’oggetto (+IVA),serve ad ottenere i rimborsi in caso di contestazione (pacco danneggiato o smarrito e prodotto particolarmente difforme) e l’assistenza dedicata.

Per questo motivo molto spesso vi troverete richieste di sconto che porteranno l’acquisto al prezzo che voi avete proposto per il singolo prodotto.

Per esempio: vendete una gonna a 12€ e vi arriverà una proposta pari a quanto pagherebbe l’acquirente compreso di spedizione e protezione acquisti (cioè un netto intorno ai 5 € per voi)..

Vi consiglio, proprio per ottimizzare le spedizioni ed evitare richieste di sconto, di applicare degli sconti interessanti per l’acquisto dei set, cioè più prodotti insieme.

 

  1. Rating

Ogni venditore e acquirente ha un rating in stelline. Avere un basso rating potrebbe comportare una bassa appetibilità come acquirente o venditore. Quindi rispondete sempre ai messaggi, tempestivamente se possibile, e siate gentili anche quando vorreste lanciare il telefono dalla finestra.

 

10: Problemi di lingua?

Non parlate l’inglese o il francese o altre lingue (ci sono un sacco di olandesi e tedesche agguerritissime)? Nessun problema: la piattaforma traduce per voi i messaggi.

 

  1. Il vostro profilo è fermo?

Vinted è una app e un “social” ed ha  un algoritmo da soddisfare. Il mio consiglio è caricare spesso ma non tutto in una volta, fare sconti periodici e tenere attivo il profilo. Non sono dell’idea che sia necessario pagare per sponsorizzare l’armadio, basta essere attive.

 

  1. Ottimo mercato per accessori e articoli per bambini

Infine, una dritta: gli accessori e i prodotti per bambini sono molto ricercati su Vinted. Articoli di brand conosciuti (come Stokke) tendono a vendersi facilmente, forse per la frequente necessità e la convenienza del second hand nel mondo dell’infanzia.

C’è da dire una cosa però, i prodotti per bambini belli, hanno anche mercato nei circuiti second hand alternativi.

Per esempio, ho portato molte cose al negozio “secondamanina” più vicino a me (ci sono negozi in franchising in tutta italia) e probabilmente alcuni accessori li avrei venduti meglio tramite loro. In questi negozi selezionano molto attentamente la roba quindi, a meno che non siano di marca e di qualità, è difficile che ritirino il vostro usato… per il resto quindi c’è sempre Vinted, a questo punto con la consapevolezza che se non lo vendete lì non lo venderete da nessuna parte.

 

  1. Tassazione

In Italia la vendita di beni usati tra privati, a prescindere da importi e volumi, non è tassata. Nemmeno quando si riesce a vendere un bene ad un prezzo superiore a quanto lo si era pagato.

Nel caso di Vinted, e delle altre piattaforme, annualmente inviano all’agenzia delle entrate il modello DAC7 dove vengono indicate le vostre transazioni qualora superasse le 30 operazioni con importi superiori ai €2.000 annui.

Se l’agenzia delle entrate dovesse subodorare che in realtà non state vendendo i vostri fondi dell’armadio, ma state portando avanti una vera e propria attività commerciale di vendita on line di second hand, si farà viva e vi chiederà spiegazioni.

Se invece, pur non superando quei massimali, volete darvi all’attività professionale (abituale e organizzata) di vendita di second hand, a prescindere dagli importi di fatturato e numero delle operazioni: la partita IVA andrà aperta immediatamente.

Attenzione infine: se su Vinted o altre piattaforme vendete i vostri vestiti ma non come attività professionale ma avete una partita IVA per altri motivi, evitate comunque di usare il conto corrente destinato alla vostra attività per incassare i soldi derivanti da queste vendite.

 

  1. Sostenibilità

Ultimo ma non per importanza la questione sostenibilità.

Vinted, nel suo report di sostenibilità, dice che i suoi clienti hanno emesso 679kilotonnellate di CO2 in meno nel corso del 2023 e che il 53% dei clienti hanno speso meno soldi nello shopping.

Inoltre, Vinted ci segnala che il 36% delle persone che vendono su Vinted hanno maggior cura dei loro capi sapendo che in futuro li potranno rivendere e che il 22% delle persone quando acquista nuovo lo compra di migliore qualità proprio perchè sa che potrebbe rivenderlo.

Quindi darsi alla vendita dell’usato cambia anche le nostre abitudini di acquisto: ci porta a spendere meglio e ad evitare il fast fashion o prodotti di scarsa qualità.

 

In conclusione

Vinted, in particolare, è una piattaforma comoda e pratica per vendere abiti e accessori usati, ma solo se non ci si aspetta di ricavarne molto. Con un po’ di organizzazione, pazienza e attenzione alle descrizioni, potrete liberarvi di ciò che non usate più, facendo spazio nel guardaroba e guadagnando qualche euro extra.

Usare Vinted questa estate è stato divertente e penso continuerò ad usarlo come divertimento quando ho tempo e voglia di vuotare l’armadio.

Tra la selezione capi, fotografie, imballaggio e caricamento on line ho impiegato circa 5 ore di lavoro. Ogni pacco spedito ha richiesto circa 20 minuti tra imballaggio e centro di spedizione (considerando che di solito li spedivo tutti insieme).

In 3 mesi ho ricavato 168€ (che in buona parte ho speso sulla piattaforma per comprare altre cose che mi servivano).

Se dovessi considerare il prezzo di acquisto dei beni venduti ed il mio “valore orario” alla domanda: conviene?

La risposta meramente economica, sarebbe, per quanto mi riguarda, è assolutamente no.

Ho scoperto però che avere la mia “vetrinetta”, ridare valore a delle cose usate (o a degli acquisti sbagliati), sapere che ho un piano B per le mie cose, avere qualche euro nel wallet e usarlo per comprare qualche sfizio o qualcosa che non avrei comprato da nuovo, mi da parecchia soddisfazione quindi penso continuerò a vendere i capi usati. Inoltre mi sono accorta che adesso. quando compro, mi chiedo se quello che sto acquistando sia effettivamente rivendibile e questo mi evita di comprare schifezze o cose solo perchè vanno di moda.

Quindi, in termini numerici, non credo ci sia questa gran convenienza, ma se vi diverte e vi sembra di fare qualcosa di utile all’ambiente e l’alternativa è buttare i vestiti, allora perchè no?

 

Le vostre opinioni:

Ultimi articoli

Biella va all’esame per la patente guidando l’auto multata dalla polizia

Lifestyle
Del periodo in cui ho fatto la patente, avevo 18 anni, mi ricordo ansia e preoccupazione per i soldi. Mia...

Au pair quando e come scegliere una ragazza alla pari

Lifestyle
Info utili dalla mia esperienza reale Nell’ultimo anno ho avuto l’opportunità di fare un’esperienza del tutto nuova: quella di avere...
investimenti sbagliati pecuniami foto salvadanaio

Investire fai da te no consob? Ahi, ahi, ahi, ahi

investimenti
Faceva più o meno così una vecchia pubblicità ( diciamo che chi è nato negli anni ’70-’80 se la ricorda...
scegliere assicurazione viaggio pecuniami

Sì viaggiare…. Ma l’assicurazione?

Assicurazioni
Quando si decide di fare un viaggio, breve o lungo che sia, subito dopo aver effettuato il pagamento, una vocina...
Torna al blog